Viaggio negli albori del cinema al femminile (parte 1)

Come vi ho già accennato nella mia ultima recensione, sono da poco uscita dalla tremenda sessione estiva, che per mia fortuna non ha portato con sé solo ansia e dolore, ma anche qualche curiosità che voglio condividere con voi.

Mentre studiavo Storia del Cinema e del Video e cercavo più informazioni sul ruolo delle donne nella storia del cinema (il mio argomento a piacere per l’esame), mi sono imbattuta in un articolo molto interessante di Freeda che riportava le statistiche della presenza femminile nella regia del cinema contemporaneo. 

Su un campione di 1000 film, solo il 4% dei registi è donna. 

Solo una donna ha vinto l’Oscar alla Regia: Kathryn Bigelow, nel 2010 con The Hurt Locker

Dire che sono rimasta sbalordita è dire poco, soprattutto da pseudo-aspirante regista (se volete vedere questo è il mio primo cortometraggio, realizzato anche questo per un esame) mi sento non solo coinvolta ma anche in qualche modo oltraggiata da questi dati.
Non mi aspettavo grandi numeri, certo che no, nelle 432 pagine del libro che stavo studiando ( “Introduzione alla storia del cinema. Autori, film, correnti“, P. Bertetto, UTET Università) erano citati solo tre o quattro nomi di registe, e ricopriva più di un secolo di Storia, ma non mi aspettavo fossimo a questi livelli.

Ma, scavando un po’ nei meandri dell’intertenetttee, ho scoperto che non è sempre stato così.

Nei primi anni dopo l’invenzione del cinema abbiamo diversi casi di presenza femminile dietro la cinepresa e dietro la scrittura dei primi film (una buona metà dei film scritti prima del 1925 è stata scritta da donne!).


La prima regista della storia è stata Alice Guy (Saint-Mandé, 1º luglio 1873 – New Jersey, 24 marzo 1968).
Alice Guy lavorava, dapprima, come segretaria alla Gaumont, società che ai tempi si occupava di apparecchiature fotografiche; ma, dopo essere rimasta affascinata dal “Cinematographe” dei Fratelli Lumière, ed essersi procurata qualche metro di pellicola, realizzò probabilmente nel 1896, un anno dopo l’invenzione del cinema, il suo primo cortometraggio: La Fée aux choux.

 

“La Fatina dei Cavoli” sarà il primo, o comunque uno dei primi film narrativi, lontano dai “tranche de vie” offerti dai Lumière.

Con questo suo primo lavoro Alice Guy riuscirà a lasciare il suo ruolo da segretaria per diventare la direttrice della produzione fotografica della Gaumont, che era ormai diventata una casa di produzione cinematografica, la più longeva tuttora in attività.

Ma Alice non si accontenterà dell’ambiente europeo e ben presto salperà insieme al marito oltreoceano, in America, dove fonderà la sua casa di produzione: la Solax Film.
La Solax avrà una brillante carriera fino al sorgere di Hollywood, e si rivelerà una casa capace di sfornare prodotti originali e all’avanguardia.
Nel 1912, gli studi di Solax realizzeranno infatti un cortometraggio intitolato A Fool And His Money diretto da dalla nostra Alice Guy, ritenuto il primo film mai realizzato con un cast che comprende solo attori afro-americani.

Anche se credo che il lavoro che preferisco della regista francese sia “Les Résultats du féminisme” del 1908ironico ritratto di una società in cui i ruoli di genere sono invertiti. Il corto mette in luce virtù, ma sopratutto vizi, di entrambi i sessi senza propendere né da un parte né dall’altra.
Se contiamo che stiamo parlando di un prodotto di quasi 110 anni fa non possiamo che fare i complimenti alla Guy per la sua analisi oggettiva e divertente.

Nell’ottobre del 1913 la Solax interruppe la produzione: Alice continuò a realizzare film come indipendente fino al 1917 facendoli produrre prima dalla Blaché Features, Inc., e in seguito dalla U.S. Amusement Corporation, società fondate dal marito e delle quali fu vicepresidente.

Con l’affermarsi delle majors ( le grandi case di produzione cinematografica come ad esempio Paramount Pictures, 20th Century Fox, RKO Pictures ecc.) la sopravvivenza degli indipendenti divenne impossibile: prima di ritirarsi definitivamente dalle scene la Guy diresse i suoi ultimi due film The Great Adventure (1918) e Tarnished Reputations (1920) per la Pathé Exchange.

Nel 1922 divorziò e partì per la Francia, dove però non riuscì più a lavorare nel mondo cinematografico ormai riservato prevalentemente a uomini.
Nel 1964 fece ritorno negli Stati Uniti.

In venticinque anni di carriera Alice Guy realizzò più di duecento film, numero davvero invidiabile per le registe contemporanee che non hanno l’opportunità, spesso, di dirigerne nemmeno uno.

Se siete interessati all’avvincente vita di questa donna che nei primi del ‘900 si era conquistata un posto molto importante nel cinema, vi consiglio di dare un’occhiata a questo sito e di leggere la sua biografia.


Alice Guy non è l’unica regista attiva in questi primi anni del Novecento, se volete scoprire qualche altra pioniera del cinema vi lascio alla seconda parte di questo articolo (disponibile a breve)


-Machees

Voi che ne pensate? Come mai le donne registe sono così rare nella storia del cinema? Ne conoscete qualcuna del passato? Vi è piaciuto questo breve viaggio nella storia del cinema al femminile?
Qual’è la vostra regista contemporanea preferita invece?
Fatecelo sapere nei commenti o taggandoci nei vostri articoli!

 

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