[RECENSIONE] Penny Dreadful

La recensione di oggi, cara gentaglia, è su Penny Dreadful, una serie tv di genere horror-storico, ispirata per l’appunto alle omonime pubblicazioni del brivido del XIX° secolo.

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Penny Dreadful è ambientata a fine Ottocento, a Londra, dove incontriamo un pistolero, il sig. Chandler, che viene reclutato dalla sagace Vanessa Ives e dal sig. Malcom, per aiutarli nella ricerca di Mina, figlia di lui e amica di vecchia data di lei, scomparsa da qualche mese.
Durante questa ricerca, il trio si ritroverà a fronteggiare un nemico soprannaturale e sfuggente: infatti ad avere rapito la ragazza sono stati dei vampiri.
I tre incontreranno inoltre un brillante giovane, il dottor Frankenstein (tranquilli nessuna coincidenza, è proprio quel Victor Frankenstein completo di creatura e magagne varie da scienziato pazzo) e l’affascinante (almeno secondo i creatori) Dorian Gray.

Questa serie mi è piaciuta molto, pur avendo a parer mio delle grosse mancanze, nel complesso però riesce ad essere un prodotto di qualità.

Partiamo dunque dai difetti, primo fra tutti (Dorian) ehm no, volevo dire la storia.
Storia e sceneggiatura sono spesso forzate, in particolare nel personaggio di Vanessa, durante la seconda stagione, ho avuto la netta impressione che ad un certo punto le sia stato “aggiunto” un passato che lei all’inizio non ha e che stride con le sue azioni precedenti.960.jpg
Facendo un esempio molto banale, la troviamo in una puntata a discorrere in un vivaio con (quel cesso di) Dorian, e parlando di una pianta lui le rivela che essa è in realtà la velenosissima belladonna, e lei si spaventa pure perché se la stava ben bene sniffando. Ebbene, qualche episodio dopo si scopre che la signorina Ives aveva vissuto con una erborista che le aveva insegnato tutti i segreti delle piante, e qui gente qualcosa a me non torna proprio.
Di forzature della storia ne ho notate anche altre, una decisamente clamorosa è stata nella puntata in cui muore una persona cara a Chandler, e il dottor Frankenstein (indovinate con quale intento?) con due parole convince il nostro pistolero a lasciargli l’onere di occuparsi del corpo. Sinceramente trovo parecchio improbabile che questi manco si preoccupi di sapere se questa persona è stata sepolta cremata o altro.

E passiamo dunque a lui, si, l’avrete capito, è Dorian Gray! Allora iniziamo col problema numero 1: la scelta dell’attore assolutamente non azzeccata. Io infatti sono abbastanza rompipapere per quanto riguarda il phisique du role, soprattutto in casi come questo: potrei passare sopra il colore di occhi e capelli, ma la maggiore caratteristica di Dorian Gray è la bellezza, ergo scegliere un attore bruttino significa snaturare il personaggio. Santo cielo, il mondo è pieno di attori bellocci più o meno dotati, possibile che siano dovuti ricorrere proprio a questo qui?
Problema numero 2: non so se sia colpa dell’attore o della scrittura o altro, ma veramente Reeve Carney è bocciato anche come interprete, la sua mimica facciale prevede due sole espressioni: neutra, e sorrisino sghembo chesicredesexymaancheno, di cui abbiamo un esemplare nella foto di sotto.b5827b756ecc8bd4d84f1879c6d0759a.jpg

Problema numero 3: l’acconciatura; se infatti già l’attore non è granché, la scodellina alla Justin Bieber ai tempi d’oro, spudoratamente piastrata e con tanto di apertura a mo’ di tende al centro gli dà il colpo di grazia.

Problema numero 4, e qui non posso dare la colpa all’attore: Angelique, non dico altro, capirete se e quando la guarderete.

Passiamo adesso ai pregi.
La punta di diamante della serie sono gli attori, che mi sono sembrati tutti (a parte quel pesce lesso di Dorian) veramente eccellenti.
Tra l’altro non vorrei trascurare il doppiaggio in italiano: Penny Dreadful è uno di quei rarissimi casi in cui il doppiaggio non solo non toglie, ma addirittura aggiunge, e mi riferisco in particolare ad un spettacolare Domitilla D’Amico che presta la voce a Eva Green nei panni di Vanessa Ives.10-penny-dreadful.w710.h473.jpg

Buona la regia e la fotografia, in particolare nelle puntate più claustrofobiche girate in interno ho apprezzato davvero le inquadrature.

Ottima la colonna sonora, a partire dalla sigla, che rimane come tema principale nelle puntate, seppur con vari arrangiamenti; non posso tra l’altro non dedicare uno spazietto alla sigla dell’ultima puntata della terza stagione, veramente struggente.

La storia invece, pur risentendo di elementi poco chiari, e stallandosi a puntate, risulta comunque intrigante, e nella maggior parte del tempo è ritmicamente ben gestita.
Aiutano la trama anche i personaggi, sia i principali che i secondari, che oltre ad essere ben costruiti, riescono ad attrarre col loro carisma; sono tutti interessanti, affascinanti, motivati e quasi sempre tormentati.
In proposito ritorno sul tema Angelique, le sue puntate mi hanno davvero toccato, gli sceneggiatori ci hanno regalato una piccola parentesi sulla transessualità, che perlomeno a parer mio, dà voce con semplicità e chiarezza ad un tema tanto complesso.
Le relazioni fra i personaggi poi, pur patendo a volte le forzature mi hanno dato un’impressione di veridicità, mi hanno fatto arrivare i sentimenti dei protagonisti con forza, effetto dovuto in gran parte alle capacità attoriali degli interpreti.penny_dreadful.jpg

In complesso a Penny Dreadful va dunque un 7.5, mi è piaciuta molto, è una lavoro che mi pare fatto con serietà e passione, ma si perde per via di una sceneggiatura e forse di una mancata unitarietà del progetto.
-Cat

E voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con noi? L’avete visto? Lo vedrete? Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti o con l’hashtag #chiedimicosanepenso

 

 

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6 thoughts on “[RECENSIONE] Penny Dreadful

    1. Si da un lato è un peccato, ho adorato i personaggi e gli attori e avrei voluto vederli ancora, ma secondo me hanno fatto bene a fermarsi con la terza perché continuando avrebbero rischiato di fare schifezze. Già la terza stagione perde qualche colpo e si salva sul finale. Spero tanto che ti piaccia perché comunque non è assolutamente da buttare via!! 🙂

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