Pseudorecensione di Uptown girl

Allora cari ragazzi oggi voglio parlarvi di un libro che ho iniziato a leggere poco tempo fa e che non sono riuscita a finire, ovvero Uptown girl, di Raffaella V. Poggi.
Mi sono fermata al terzo capitolo, e si, so che è poco per giudicare un libro, ma il poco che ho letto per me era insalvabile, quindi ho deciso  di parlarvene comunque.

Partendo dalla trama, vi riporto quella scritta sul libro:

Jackie è una ragazza dell’aristocrazia americana, disposta a tutto pur di salvare il padre e quel che resta del suo impero. Per questo non esita a prestarsi al gioco di un ricco e ambiguo finanziere, che vuole sperimentare molto in fatto di sesso. Jackie cede al suo ricatto e, pur non dimostrandoglielo, è incredibilmente eccitata dai loro incontri. E così si trasforma lentamente in una bambola nelle sue mani.

Andando in giro per internet non ho trovato una, ma dico una, recensione negativa, solo elogi per la profondità di questa “opera”, per il romanticismo e per lo stile della scrittrice.
Ora, ripeto, ne ho letto solo una minima parte quindi non è molto corretto che giudichi l’intero, ma ho smesso di leggerlo perché quello che c’era scritto era così profondamente sbagliato sin dall’inizio che non sono riuscita a continuarlo.
Se la scrittrice fosse stata un nuovo Nabokov sarei pure passata sopra i contenuti, ma non essendo questo il caso, davvero non ce l’ho fatta.
Partendo dallo stile, per me la Poggi non scrive male, è precisa, chiara, abbastanza anonima ma pur sempre  leggibile.
Il mio problema come ho detto è stato il contenuto.
Se non si capisse dalla trama, infatti, ci ritroviamo di fronte all’ennesima scopiazzatura di 50 sfumature, solo che al posto della poraccia di turno, la protagonista è una figona figlia di papà.
E andiamo dunque con i motivi che mi hanno fatto schifare Uptown Girl dopo cinquanta pagine:

  1. Lo stupro, e vi riporto per spiegarmi al meglio la definizione della parola: “atto sessuale non consensuale ottenuto con la forza, la coercizione o le minacce”. La nostra protagonista all’inizio viene ricattata da sto’ fuori di testa che in cambio di un aiuto finanziario (e manco in danaro ma le promette semplicemente di gestire il poco che le resta ed evitare la galera al padre di lei), pretende che lei diventi la sua sottomessa. Quindi indovinate un po’? Quello che subisce la protagonista all’inizio del libro da parte dell”affascinante” finanziere Walsh, è uno stupro e in quanto tale non è giustificabile neanche se ad un certo punto i protagonisti si riscoprono innamorati, NO, NO E NO, basta con la sindrome di Stoccolma, ne ho le tasche piene;
  2. Le altre donne oltre la protagonista sono tutte troie, stupide o stronze: dalla matrigna cattiva alla fidanzata di Walsh, non se ne salva una se non la beneamata mammina andata in cielo anni prima; per spiegarvi un po’ i toni vi lascio un estratto della protagonista che vorrebbe taaanto farsi baciare dal caro simpaticone durante la loro prima “seduta” e si mette a fare i confronti con la fidanzata di lui:

    “A lei li dà i baci, però” si sorprese a riflettere colta dal disappunto “Baci al botulino! Ha pure il tatuaggio intorno alle labbra! Brittany Russo ‘poverocuore’ , sconvolta da qualsivoglia pratica sessuale, è una vera novità! Ero convinta che Britt nella sua lunga e gloriosa carriera, avesse sperimentato di tutto.”

     

  3. Ora qualcuno sia così gentile da spiegarmi perché dovrei trovare verosimile che un uomo bello, intelligente e ricco abbia bisogno di ricattare una donna per andarci a letto; io davvero non riesco manco a concepirlo, ma possibile che gli uomini presenti in questi romanzi debbano essere tutti dei sociopatici disadattati? Ma è normale che la donna che ha scritto questo romanzo e tutte quelle che l’hanno letto e amato trovino eccitante un individuo del genere? A parte che ritengo la cosa improbabile in partenza, sei ricco figo ecc. e non riesci a trovarti una da “scopare forte” senza costringerla; poi, se proprio non ce la fai, c’hai pure i soldi e troverei più plausibile se pagassi qualcuna. Ma se non sono dei pazzi malati noi non li vogliamo, giusto?

Ecco queste sono le principali ragioni che mi hanno spinto a lasciare questo libro, ora può essere che andando avanti migliori e in tal caso se l’avete già visionato strigliatemi pure per averlo giudicato dopo così pochi capitoli, se invece non l’avete ancora letto, vi direi di passare oltre!
-Cat

E voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Lo leggerete? Siete d’accordo con quello che pensiamo? Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti o con l’hashtag #chiedimicosanepenso

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