Piccola parentesi sull’animazione italiana

Oggi per cambiare un po’ dal solito ho deciso di parlare del’animazione italiana, o perlomeno di quello che io conosco a riguardo.

Malgrado le opere nostrane solitamente non siano particolarmente famose o seguite, negli ultimi anni si stanno affacciando nel panorama europeo e, in alcuni casi, addirittura mondiale.

La maggiore “produttrice” di lavori d’animazione è la RAI, di cui io ricordo vari cartoni che seguivo da bambina e che in questo periodo ho deciso di riguardare, come Sandokan, basato sui racconti di Salgari, o “L’ultimo dei mohicani”, tratto dal romanzo omonimo. Negli ultimi giorni sto rivedendo proprio quest’ultimo e ovviamente ho notato molti difetti di cui non mi accorgevo da piccola.sandokan_anime_mont

Uno su tutti, che mi sono accorta essere il maggiore problema di buona parte dei cartoni nostrani, è la sceneggiatura: i dialoghi a parer mio sono spesso e volentieri sconclusionati, come se per arrivare ai minuti prestabiliti gli autori abbiano deciso di aggiungere qualche fotogramma in più e corredarlo di battuta a caso.

Per il resto dirò che ha i suoi lati positivi, i disegni non sono male, i fondali sono nella media e le animazioni idem, però la storia regge bene, pur avendo un ritmo a volte lento. Sempre a proposito della storia ci tengo a precisare che in questo caso gli autori si sono distaccati parecchio dall’originale, mantenendo solo i ruoli dei buoni e dei cattivi e alcuni tratti della trama.

Sempre da una coproduzione RAI nasce il cartone di Corto Maltese, grazie al quale scoprii anche il fumetto, che aveva fortunatamente una sceneggiatura bell’e pronta da utilizzare. Grazie al fatto che rimane fedele alla sua fonte, ho trovato questo cartone piuttosto interessante, le avventure di Corto sono davvero appassionanti, tecnicamente i disegni rendono bene, naturalmente sono incomparabili col fumetto, ma svolgono dignitosamente il loro compito.

Passiamo invece ai lavori di un disegnatore e ideatore italiano, ovvero Iginio Straffi, creatore delle Winx e di Huntik.

Quando ero piccola scoppiò una vera e propria mania per le famigerate fatine in Italia e all’estero, rivedendolo ora mi rendo conto che almeno le prime due stagioni sono di qualità piuttosto bassa, in particolare rovinate da un’invadente computer grafica non troppo curata, cosa che però migliora decisamente a partire dalla terza stagione in poi.game01_magicofbelievix_640x360
Col miglioramento dell’aspetto visivo però c’è stato anche un cambiamento nei personaggi, che da normali ragazzine passano a diventare praticamente delle top model fashoniste.
Per questo la serie fu largamente criticata da alcuni gruppi femministi insieme ad altre serie del genere, però personalmente penso che malgrado ciò sia vero, bisogni riconoscere anche i suoi meriti.
Winx Club infatti presenta una storia fresca, originale, con una grafica che ugualmente risulta “nuova”; inoltre tratta in maniera delicata alcuni temi come amore, morte, diversità e accettazione.
Un’altro aspetto che ho sempre apprezzato delle Winx è l’attenzione per l’ambiente ed il rispetto per ciò che ci circonda.

L’altro lavoro che ho nominato di Straffi, cioè Huntik, è forse uno dei migliori cartoni italiani, con un’ottima idea di base, parla infatti di una squadra di ragazzi che va alla scoperta di siti archeologici e misteri in giro per il mondo, il tutto corredato da qualche super potere.
I disegni, più maturi rispetto alle Winx sono molto buoni, anche se l’animazione risulta un po’ scattosa, stupendi invece i fondali dei vari luoghi che si incontrano durante la visione. Anche qui, purtroppo rovina un po’ il tutto la sceneggiatura, che non mi è sembrata molto curata, anche se forse sono io a pretendere troppo, essendo un cartone per bambini.

Per finire degnamente questo bel pippone faccio una menzione d’onore al lungometraggio “La gabbianella e il gatto”, realizzato dallo studio Lanterna Magica, premiatissimo dalla critica e che ottenne un ottimo successo al botteghino, uno dei cartoni che mi abbia fatto commuovere di più.la_gabbianella_e_il_gatto

Malgrado non siamo conosciutissimo all’estero sono dell’idea che abbiamo tanti ottimi cavalli di battaglia e che con la strada aperta da questi ultimi lavori l’Italia potrebbe diventare importante anche a livello mondiale.

-Cat

E voi cosa ne pensate a proposito dell’animazione italiana? Conoscete altre opere che non abbiamo nominato? Siete d’accordo con noi? Fatecelo sapere nei commenti o con l’hashtag #chiedimicosanepenso

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2 thoughts on “Piccola parentesi sull’animazione italiana

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