Per non dimenticare oggi…

Oggi abbiamo deciso di fare un piccolo excursus per onorare a modo nostro la Giornata della Memoria.
Di seguito vi proponiamo dunque alcune opere e alcuni spunti di attualità che ci hanno fatto riflettere sulla Shoah, non solo inteso come lo sterminio degli ebrei, ma come simbolo degli orrori che hanno costellato la storia dell’uomo, come monito contro un razzismo e in generale una “paura del diverso” che dilagano sempre di più.

Sconcertanti sono state le notizie degli ultimi giorni, fra il muro di Trump, e, mentre si apriva la polemica sugli Oscar che quest’anno hanno incluso più candidature di afro-americani, la morte di Pateh Sabally(si pensa suicida), un migrante del Gandia , sotto gli occhi di decine di persone.
Ad essere agghiacciante non è tanto il fatto che nessuno si sia buttato (per chiunque abbia qualche base di primo soccorso è chiaro che in situazioni di alto rischio se non qualificati è meglio starsene da parte e chiamare i soccorsi, per quanto possa sembrare inumano come ragionamento) ma che la gente si sia messa a registrare la scena col telefono e a coprire di insulti razzisti quest’uomo mentre stava morendo.
Il problema più grande è che quella “gente” siamo noi.

Quello che è successo non è che lo specchio di una società che, malgrado siano passati più di settant’anni da quel 27 Febbraio in cui vennero aperti i cancelli di Auschwitz, ancora non ha imparato abbastanza, ancora pare non aver sofferto abbastanza.
Sarebbe facile dire “è vergognoso” e puntare su un po’ di indignazione spicciola, e in effetti non ci sono molte altre parole per descrivere questo fatto, ma a vergognarci, siamo un po’ anche noi stessi.
È semplice lamentarsi della società, delle cose che non vanno, ma noi non vogliamo essere gli ennesimi che polemizzano standosene con le mani in mano, vogliamo essere parte di quel cambiamento iniziato decenni fa, quando si è scoperchiato quel vaso di Pandora che era Auschwitz.
Magari lo facciamo nel nostro piccolo, cominciando con questo testo e cercando di diffondere nelle nostre recensioni dei valori di parità e uguaglianza.
E chissà, un giorno, forse, potremo e non dovremo più vergognarci.

Fra i film a tema, uno di quelli più particolari e che consigliamo per una visione lontana dai soliti classici, è probabilmente “Train de vie”, che narra la storia di Shlomo e della sua comunità ebraica, che si inventano un modo piuttosto particolare per sfuggire ai nazisti, il tutto raccontato con uno stile quasi fiabesco, un modo originale e meno morboso, di riportare la Storia.

Fra i libri invece non possiamo non citare “Se questo è un uomo” di Primo Levi, forte, dantesco che ti trascina nell’orrore in maniera scomoda, così reale.

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