[RECENSIONE-SFOGO] Sabaku no Harem

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Sabaku no Harem è un manga di Mitsuru Yumeki di genere shojo sentimentale del 2014 che al momento “vanta” l’uscita di tre volumetti; pur essendo inedito in Italia, le scan sono facilmente reperibili.
Ho deciso di prendere Subaku come esempio per spiegare perché trovo questo genere di manga insignificanti, noiosi, e anche (orrore degli orrori) sessisti.

La storia è incentrata sulla giovane Mishe, una ex schiava che viene scelta dal terzo principe del regno, Kallum, per essere sua concubina. Inizialmente la ragazza farà delle resistenze, ma poi non potrà che cadere ai piedi del bellissimo reggente.
I due si troveranno a fronteggiare diverse minacce, fra cui pirati, intrighi di corte e traffici vari di schiavi.
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Partiamo da uno dei problemi più classici: la protagonista.
Quello che mi infastidisce di Mishe, è il fatto che la si faccia passare per forte, determinata e indipendente (cosa che ho riscontrato anche in altri manga e anime dello stesso genere) quando invece non riesce a fare due passi senza finire in qualche guaio facilmente evitabile, per venire poi salvata dal principe.
E io dico, vuoi fare una protagonista inutile e sottomessa al ragazzo di turno? Senza tanta ipocrisia, metti una tipo Anastasia di 50 sfumature e ci fai una figura migliore.
Altra cosa che trovo insopportabile (e qui parliamo genericamente di una certa tipologia di protagonisti nipponici a prescindere dal sesso, ma che ho ritrovato più nelle eroine) è il fatto che questa qui non faccia altro che pensare agli altri, darebbe la vita per il primo sconosciuto che passa, mettendo sempre il prossimo davanti a sé.
Ora, io penso sia bellissimo aiutare le altre persone eccetera, però esiste una cosa chiamata “amor proprio” che se è sottosviluppato, assicura solitamente qualche visita dallo psichiatra. Ma in questo tipo di opere, no, viene esaltato l'”altruismo” di Mishe, che non fa che aggravare un modo di presentare le donne che ritengo insano.

Per quanto riguarda gli altri personaggi non c’è molto da dire, l’unico con una parte “rilevante” è Kallum, che risulta essere il tipico principe azzurro il cui peso nella storia è comparabile con quello del principe di Biancaneve.

Altro elemento che mi ha roso è come per far risaltare la buonissima e ingambissima protagonista (che però naturalmente ha l’autostima sotto le suole) tutte le altre donne che entrano in competizione con lei, ovviamente solo per conquistare l’amore del principe, vengano descritte in maniera poco lusinghiera, solitamente vanitose, pettegole e maligne (tipo sorellastre di Cenerentola, per capirci).b3615e0292382a6d1d5395c3bb348b60
Passiamo poi alla storia in sé, di critiche da fare ce ne sarebbero, però considerando la tipologia di prodotto non si può pretendere troppo; mi ha annoiato la ripetitività dei vari capitoli, che sono auto-conclusivi nel senso che non esiste un filone globale, ma solo “episodi” in cui vediamo i protagonisti alle prese con l’ennesimo intrigo di corte.

Parlando dell’amore fra Mishe e Kallum, io lo considero inesistente, non c’è stato un momento in cui mi sia battuto un po’ più forte il cuore seguendo le loro vicende. Ennesima caratteristica che non capisco degli shojo sentimentali: qualcuno mi spieghi com’è che dopo mesi di convivenza, dopo avere ammesso entrambi di provare amore l’uno nei confronti dell’altro, questi due si limitino a qualche bacetto, e anzi la protagonista faccia duemila scene ogni volta che questo succede.
Perbenismi a parte mi pare una situazione talmente irrealistica (a meno che non sussistano motivazioni di un certo peso, ma non è questo il caso) che da sola riuscirebbe a far crollare l’intero lavoro.

I disegni sono l’unico punto positivo di questo manga, abbastanza curati, e comunque molto puliti e ben fatti.
In conclusione faccio un appello a tutti quelli che dovessero leggere questa recensione: per favore se vi imbattete in opere del genere, cercate di mantenere un minimo di occhio critico, per potervi difendere da lavori che vorrebbero passare per femministi e, invece, non lo sono per niente, ma che anzi trasmettono un’idea di donna distorta e diseducativa.
Detto questo Sabaku no Harem ottiene da me ben 3.

-Cat

Voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Lo leggerete? Siete d’accordo con quello che pensiamo? Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti o con l’hashtag #chiedimicosanepenso
#recensione #manga

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