[RECENSIONE] Dylan Dog “Il Treno dei Dannati”

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“Domani si parte. Si parte per davvero. Senza rimorsi. Senza rimpianti. SENZA RITORNO”.
Questa citazione viene dritta dritta da Il Treno dei Dannati, una delle mie storie preferite di Dylan Dog.
Ho deciso per oggi di cambiare un po’ aria, spostandomi dalle opere giapponesi, a questa nostrana.
I numeri di Dylan Dog che andrebbero letti e lodati sono davvero tanti, ma questo è rimasto uno di quelli che mi hanno segnato maggiormente.
Il Treno dei Dannati è uscito inizialmente sull’Undicesimo Speciale Dylan Dog nel 1997 ed è stato ristampato diverse volte; l’ideazione del personaggio, per chi non lo sapesse, è di Tiziano Sclavi, la sceneggiatura è di Pasquale Ruju e i disegni di Luigi Piccatto.
In questo episodio troviamo il nostro Dylan che per un soffio riesce a prendere il treno che (in teoria) lo dovrebbe portare in Scozia per un lavoro.
In stazione si imbatte in Marion, una donna in fuga da un marito violento, che come lui è in ritardo; all’interno del vagone i due conosceranno vari altri personaggi, tutti con un passato oscuro alle spalle.
Il treno infatti trasporta solo una tipologia di passeggeri: le persone che hanno perso la loro grande occasione, e Dylan è fra questi.
“Questa è la strada
delle scelte sbagliate
degli incontri perduti
delle occasioni mancate…”
Nessuno conosce la destinazione, ma una serie di incontri e di avvenimenti lasciano presagire una tragica fine, e Dylan farà di tutto per riuscire a scappare dal mezzo maledetto insieme agli altri viaggiatori.
La storia appare da subito intrigante e si sviluppa molto bene, toccando temi profondi nell’affrontare le vite dei vari personaggi e il grande rimpianto di ciascuno.
Il ritmo è sostenuto e lascia col fiato sospeso fino alla fine, i disegni sporchi ma incisivi si adattano bene alla narrazione.
Ciò che più mi ha colpito di questo volume, e comune a gran parte della produzione di Dylan Dog, è la poesia, la profondità intrinseca della storia. Il modo in cui i versi si inseriscono nel racconto, i dialoghi fra i personaggi e l’universalità delle loro parole paiono tratti da un qualche grande classico della letteratura.
Questo special è un piccolo trattato di filosofia, di poesia, di VITA.
Non ho altre parole per descriverlo, e d’altronde forse bastano da soli i pezzi che ho estrapolato e riportato in questa recensione.
Non ci sono voti da dare, semplicemente leggetelo, perché in qualche modo Dylan Dog ha un effetto quasi terapeutico, ristoratore, un qualcosa che è difficile da definire ma che lo rende immensamente prezioso.
-Cat
Voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Lo leggerete? Siete d’accordo con quello che pensiamo? Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti o con l’hashtag #chiedimicosanepenso
#recensione
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2 thoughts on “[RECENSIONE] Dylan Dog “Il Treno dei Dannati”

    1. Anche io amo moltissimo Dylan Dog ❤ se riesci a leggerlo facci sapere come ti sembra, ci teniamo molto a conoscere le opinioni dei nostri lettori!

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