[RECENSIONE] X- Little brother

15292866_1870796429816754_37244461_oPer oggi ho scelto un libro sconosciuto ai più, ma che risulta essere fra i più interessanti ad argomento distopia degli ultimi anni.
Sto parlando di X-Little brother un romanzo di Cory Doctorow del 2008, pubblicato in Italia da Newton Compton.
Il titolo chiarisce subito l’argomento, cita infatti il Grande Fratello di 1984.

Marcus è un diciassettenne come tanti, e un giorno si ritrova coinvolto assieme ad alcuni suoi amici in un attentato terroristico; i ragazzi vengono sospettati di essere gli artefici dell’attentato e un amico di Marcus, Daryl, viene trattenuto dal Dipartimento di Sicurezza e internato in una struttura per “ulteriori accertamenti”.
Da questo punto in poi le cose precipitano, il DHS ( Department of Homeland Security) per poter dare la caccia ad eventuali terroristi instaura una serie di norme che consentono di spiare le persone nel loro quotidiano.
Marcus decide quindi di combattere il sistema con l’unica arma che può usare: l’hakeraggio. Infatti il nostro eroe è un piccolo genio dell’informatica, che per combattere le misure estreme del DHS raduna una serie di giovani nerd come lui e crea una rete che permetta loro di organizzarsi per sabotare il sistema.

Il nodo principale del libro, come rimarca anche l’autore, è la differenza fra le misure che possono essere prese per proteggere davvero una popolazione e il momento in cui le stesse diventano una lesione alla libertà individuale.
Quello che ho apprezzato di più dell’opera è il modo in cui il sistema scivoli lentamente e verosimilmente in un autoritarismo militare, che trova giustificazione di esistere nella protezione dei cittadini.
La situazione di base è quella che chiunque vive tutti i giorni e che muta in maniera impercettibile, senza che la gente quasi se ne accorga, un po’ come è successo per alcune delle grandi dittature del Novecento.
Altro parallelismo con questi totalitarismi e anche con il libro di Orwell 1984, è l’individuazione di un nemico comune e una forte propaganda che riescono a portare le masse dalla parte del governo.

“X” è uno dei pochi romanzi che mostra appunto il processo di cambiamento, e non solo la distopia quando essa è già in atto, scelta che trovo molto interessante e originale.
Il libro è ben scritto, certamente non eccezionale, ma lo stile è semplice e chiaro.
Forse per rendere la storia abbordabile ad un pubblico più ampio alcuni espedienti utilizzati dal protagonista in campo informatico non vengono spiegati adeguatamente, e paiono quasi improbabili, anche se non essendo ferrata nell’argomento non posso giudicare.

L’atmosfera tardo-adolescenziale è resa vividamente, si percepisce il classico sentimento eversivo tipico di questa età, e la forza che da esso deriva.
Per concludere penso che “X” sia un romanzo che fa riflettere e parecchio coinvolgente, pur non essendo eccezionale, per questo gli do un 7.
-Cat
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