Ergo Proxy, un anime che punta in alto e ci arriva!

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Sempre sulla scia dell’argomento di questa settimana, la distopia, ecco a voi la recensione di Ergo Proxy!
Ergo Proxy è un anime di fantascienza del 2006, creato da Manglobe e Geneon Entertaiment, diretta da Shuko Murase e sceneggiata da Dai Sato, due volti conosciuti dell’animazione nipponica.

La storia inizia nella città cupola di Romdo, uno degli ultimi baluardi dell’umanità, costretta a rifugiarsi per via delle avverse condizioni dell’atmosfera, irrimediabilmente avvelenata.
La città cupola vive sotto un’austera serie di leggi, volte a minimizzare i sentimenti nella vita delle persone, stabilendo così un effimero equilibrio, che comincia però a vacillare con la diffusione fra gli auto-reiv (gli androidi asserviti agli esseri umani), del misterioso virus “cogito”.

Opus-02-ost.jpgQuesto virus ha la peculiarità di donare agli auto-reiv una coscenza, che li spinge a ribellarsi ai loro padroni compiendo efferati omicidi.
A indagare sul caso viene mandata l’ispettrice Re-l Mayer, nipote del Reggente, che finirà per imbattersi in una misteriosa creatura scappata dai laboratori di Romdo: il Proxy.
Sempre durante l’indagine Re-l si troverà ad avere a che fare con l’insignificante immigrato Vincent Law, che pare collegato in qualche modo all’intera faccenda.
Dal loro incontro gli eventi precipiteranno, portando radicali cambiamenti nella vita dei due, che si troveranno a dover risolvere assieme il mistero del Proxy.

Ergo Proxy parte come un progetto molto ambizioso, ricco di citazioni alla cultura occidentale, alla filosofia, all’arte con la A maiuscola.
La serie risulta, anche grazie a queste citazioni, molto interessante ed intrigante, anche se proprio per via delle suddette, in certi momenti assume un attitudine pretenziosa e un po’ autoreferenziale.
Accompagnata da un ottima colonna sonora, che si amalgama bene alla storia senza spiccare particolarmente.
I disegni sono molto belli e lo stesso vale per l’animazione e la grafica, che rendono perfettamente l’atmosfera.
I personaggi, dai principali alle
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La trama è molto avvincente, anche se cala in alcuni punti e alle volte risulta troppo ermetica, e almeno a parer mio qualche spiegazione in più, in particolare alla fine, non avrebbe guastato.
In qualunque modo l’atmosfera ciber/steam-punk, i vari riferimenti artistico-culturali, la perfetta connotazione dei personaggi e l’aura di mistero, concorrono a renderla un’opera molto valida.

Ergo Proxy è un anime che punta in alto e ci arriva, facendosi forte della sua ricercatezza, per questo motivo gli conferisco (ovviamente con una bella cerimonia in pompa magna) un meritato 9.

-Cat

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#recensione #anime

 

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