Equals

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Questa settimana ci occuperemo di distopie per questo ho scelto di parlarvi di un film fantascientifico che ho visto da poco: “Equals”.
Fino al momento in cui ho visto la locandina tra le novità del sito di streaming non avevo mai sentito nominare questo titolo; subito mi è sembrato strano, visto i protagonisti: Nicholas Hoult e Kristen Stewart.
Inoltre il Il film ha gareggiato per il Leone d’oro al miglior film alla 72ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Con tutte queste premesse capirete il motivo per cui ero così meravigliata di non conoscerne l’esistenza.
 
La trama, da subito, sembrava molto interessante, proprio il mio genere.
In una società chiamata “Collective” vivono gli “Equals” esseri umani incapaci di provare sentimenti, una caratteristica ottenuta attraverso esperimenti genetici al fine di realizzare una società stabile e non violenta e creare un equilibrio di convivenza perfetto. Una nuova malattia risveglia emozioni dimenticate, infondendo l’amore, la depressione, la sensibilità e la paura. Chi contrae questa malattia viene allontanato dalla società e mai più rivisto. Nia e Silas vivranno sulla loro pelle il dramma generato da un rapporto proibito.
 
Il film, diretto da Drake Doremus, si configura come una sorta di rivisitazione di 1984, ma finisce per somigliare a una brutta copia di Romeo e Giulietta.
Infatti in “Equals” non troviamo nessun elemento nuovo ma una miscela di tanti “già visto”: l’omologazione degli abiti, la fila indiana, la costante ansia dei protagonisti di essere spiati dai loro simili.
Non c’è un’analisi sociale e politica del mondo creato e presentato da Doremus ma solamente una ricerca estetica ostentata e tanto, tanto sapore di teen movie.
La fotografia è molto ricercata e attenta, così come la scenografia, che fa invidia alle migliori pubblicità futuristiche di design, ma entrambe sono eccessivamente curate che diventano sterili e non si amalgamano con il film.
Diventano quasi un compiacimento estetico fine a se stesso.
Gli attori sono discreti nel complesso, pur non apprezzando la Stewart, ho trovato che Nia sia un ruolo abbastanza adatto alla sua mimica molto pacata, mentre Nicholas Hoult si conferma molto bravo nel ruolo di Silas.
Il film, per essere impostato così tanto sull’amore, è abbastanza lento e non adatto a un pubblico giovane abituato a Twilight e Divergent, e allo stesso tempo troppo superficiale per essere apprezzato appieno dagli amanti delle distopie.
Nel complesso, “Equals”, risultando un film assai piacevole a guardarsi riesce quasi a conquistare la piena sufficienza, ma non di più, non avendo sfruttato le basi che aveva per trasformarsi in un film più profondo e meritevole.
Voto: 6/10
 
-Machees
 
Voi cosa ne pensate? Lo avete visto? Lo vedrete? Siete d’accordo con quello che pensiamo? Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti o con l’hashtag #chiedimicosanepenso
#recensione
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