Stranger Things

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Dopo il triste annuncio della chiusura dei 152 siti di streaming, Netflix si sta affacciando pesantemente nella vita degli amanti delle serie tv.
Ecco perché oggi vi parlerò di un prodotto totalmente legato a Netflix: Stranger Things.
Si è parlato tantissimo di questa serie e in molti me la hanno consigliata, cos’ anche se il trailer non mi convinceva del tutto ho iniziato a guardarla.

Anni 80, in una fittizia cittadina dell’Indiana conosciamo un gruppo di ragazzi, Mike (Finn Wolfhard), Dustin (Gaten Matarazzo), Lucas (Caleb Sinclair), dei piccoli nerd: girano in bici, giocano al celeberrimo Dungeons & Dragons, parlano con i walkie talkie (un po’ gli smartphone dell’epoca).
Una notte, uno di loro, il piccolo Will Byers (Noah Schnapp) scompare dopo aver incontrato una creatura misteriosa e spaventosa.
Subito la madre (Winona Rider) e il poliziotto della città, Jim Hopper ( David Harbour), si mettono alla ricerca del piccolo, ma senza successo.
L’unica speranza, per ritrovare Will, è una ragazza con dei poteri speciali, Undici (Millie Bobby Brown) che si unisce ai tre ragazzi.
Quello che scopriranno è paranormale, oscuro, horror, fantascientifico.

Dai primi secondi si capisce quanto questa serie abbia una fotografia davvero, davvero bella, le inquadrature sono equilibrate, interessanti, molto ricercate, senza che però trasmettano una sensazione di finzione.
La regia ha centrato appieno il suo obbiettivo, Stringer Things ci catapulta negli anni ’80, non ci sembra solo ritrovare quelle atmosfere, ma proprio il cinema di quell’epoca. Man mano che la serie va avanti ci passano davanti agli occhi le ambientazioni, la trama, le atmosfere di E.T. L’extraterrestre e Incontri ravvicinati del Terzo Tipo di Spielberg , I Goonies, Carrie, Halloween, La Casa, La Cosa, Essi Vivono, Scanne, ma completamente rinnovati e miscelati per un risultato originale
Tutto in Stranger Things risulta molto curato, i font, le musiche, i costumi, le ambientazioni.
I personaggi sono, dal primo all’ultimo, molto interessanti, caratterizzati benissimo, tranne per delle piccolissime mancanze a livello di reazioni umane.
Gli attori hanno un’interpretazione in alcuni casi molto gradevole, in altri veramente coinvolgente come ad esempio Winona Rider e Millie Bobby Brown.
Stranger Things si rivela un prodotto di alta qualità, che prende spunto dal passato, ma poi passa oltre e acquista originalità, non solo per il citazionismo visivo ma anche al livello di messaggio: l’ordinario che in qualche modo diventa stra-ordinario.
Il mio voto è quindi un 9/10, che però dovrà essere confermato dalla prossima stagione
-Machees

Voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Lo leggerete? Siete d’accordo con quello che pensiamo? Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti o con l’hashtag #chiedimicosanepenso
#recensione

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