[RECENSIONE] La sposa silenziosa

La sposa silenziosa è il libro d’esordio di A.S.A Harrison, autrice statunitense che purtroppo è deceduta poco dopo la sua pubblicazione.
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Il libro esplora i lati oscuri del rapporto fra Jodi e Todd, due quarantacinquenni, conviventi da lungo tempo.
I due sono la classica coppia perfetta, che però si regge su un patto silenzioso. Entrambi sanno ma non dicono.
Jodi sa dei continui tradimenti del compagno ma non dice niente, perché per lei è più comodo lasciare a qualcun altra la responsabilità di soddisfarlo, per lasciare a sé gli aspetti che le sono più comodi della vita di coppia. Todd sa che Jodi sa, e sa che le va bene, sa di venire dopo le comodità domestiche e sa di venire dopo i soldi, e si accontenta.
Questo fragile equilibrio regge per anni finché Todd non decide di fare la scelta sbagliata, almeno secondo Jodi.
E questa scelta costerà davvero cara all’uomo.
Jodi infatti non può sopportare che la sua serenità venga attaccata e agirà di conseguenza, abbandonando il ruolo di silenziosa compagna.

La sposa silenziosa mi ha catturato immediatamente per lo stile, le vicende sono narrate come un racconto e divise per capitoli a seconda che siano incentrate su “ Lui” o “ Lei”.
La prosa è asettica e non cerca di creare empatia nel lettore, che viene però intrigato appunto dalla “banalità del male”, dalla lucida pazzia dei personaggi, che si muovono come marionette nel mondo, cercando di mantenere intatta la propria facciata, ma quando questa si rompe, ecco allora che diventano capaci di fare qualunque cosa, pur di ripararla.

Il romanzo non è altro che una opera di pupi, agghiacciante nel suo realismo e nella sua sincerità.
Chi non conosce una coppia come quella di Lui e Lei? Chi non si ritrova nelle paure dell’uno o dell’altro?
A far riflettere è proprio la meschinità dei personaggi, la loro grettezza, la loro fragilità, i loro trascorsi che li hanno portati a diventare quello che sono.

Nonostante tutto però questo libro non mi ha totalmente coinvolto e convinto, forse per via, appunto, dello stile di scrittura tanto asettico, arma che si rivela a doppio taglio in alcuni punti che si stallano.

Per questo motivo “La sposa silenziosa” si merita un 7.5, essendo un buon thriller, consigliato agli amanti del genere e anche a chi volesse dedicarsi ad una buona lettura diversa dal solito.
-Cat

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