Containment

Una serie che vi farà sopravvalutare uno starnuto

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Containment è una serie di quest’anno (2016) che sta andando in onda in questo periodo su Premiun Action.

Io ho già visto tutta la prima e unica serie sottotitolata tutta d’un fiato.

La trama mi ha da subito convinto, conteneva la parola chiave per interessarmi: epidemia.

Containment infatti segue le vicende dei cittadini di Atlanta durante lo scoppio di un’epidemia influenzale mortale nel 100% dei casi.

La storia inizia in modo molto tranquillo e ci presenta tutti i protagonisti, Lex Carnahan (David Gyasi) un ufficiale della Polizia di Atlanta e il suo migliore amico nonché collega Jake (Chris Wood) alle prese con le insicurezze della ragazza di Lex, Jana (Christina Moses), sull’andare a vivere assieme; la diciassettenne Teresa (Hanna Mangan Lawrence), incinta di 8 mesi che progetta la fuga insieme al padre di suo figlio Xander; Katie Frank (Kristen Gutoskie), un’insegnante elementare in visita in un’ospedale insieme alla sua classe (che frequenta anche suo figlio).

L’ospedale è proprio il fulcro di tutto il telefilm, infatti il primo focolare dell’epidemia si verificherà nell’edificio.

Katie e i suoi alunni resteranno bloccati nell’ospedale, prima, all’interno dell’area in quarantena dopo.

Si, perché il contenimento ospedaliero non funzionerà e i nostri protagonisti, a eccezione di Lex e Xavier, rimarranno intrappolati nella zona che verrà messa sotto quarantena e isolata dal resto della città, in cui “nessuno entra e nessuno esce”.

Le cose si metteranno male per le persone intrappolate che dovranno fare i conti con questo virus sconosciuto, molto infettivo e mortale.

Probabilmente questa sarà una recensione di parte e per niente oggettiva, ma ho davvero apprezzato questa serie, l’argomento è uno dei miei preferiti e i personaggi mi sono piaciuti tutti.

La serie è scorrevole e, anche se segue così tante storie diverse, riesce a essere chiara.

I rapporti tra i protagonisti vengono costruiti molto bene a mio parere, le varie singole storie pian piano convergono e si incontrano senza però essere forzate.

La trama è coinvolgente, non ci sono punti morti ma allo stesso tempo non troviamo continuamente colpi di scena, oltre a essere costruita realisticamente per la malattia, tant’è che, dopo averla finita ho starnutito e vi giuro che ho pensato di essere stata contagiata, da quanto ero rimasta condizionata dalla storia.

Consiglio davvero questa serie, non solo agli appassionati del genere, perché non parla solamente di un virus, ma lo accompagna con una riflessione sui rapporti e sulle reazioni umane, con un tocco di ammmmore(la mia parte preferita dopo il virus), amicizia, onore, e non rinuncia a essere un giallo.

Inoltre è solamente una serie, non so se dire purtroppo o se è un bene, di 13 episodi, che se volete recuperare non ruba troppo tempo.

EPPOI è bella. Guardatela.

Voto: 9/10

-Machees

Voi cosa ne pensate? Lo avete visto? Lo vedrete? Siete d’accordo con quello che penso? Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti o con l’hashtag #chiedimicosanepenso
#recensione

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