Prima recensione: “Una volta nella vita”

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Una volta nella vita ovvero Les heritiers, gli eredi, è un film francese del 2014 diretto da Marie-Castille Mention Schaar, ispirato ad una storia vera (poi qualcuno mi deve spiegare su quali basi hanno traslato così il titolo quando quello francese rendeva perfettamente).
Riprendendo la scia dei classici di questo genere come L’attimo fuggente, o Monalisa Smile, o ancora Ti va di ballare?, tratta della scuola e di come un’insegnante possa fare la differenza in una realtà problematica.
Ho guardato questo film attirata dal fatto che parlasse dell’Olocausto affrontato dal punto di vista di un gruppo di ragazzi del liceo.
Protagonisti della vicenda sono infatti gli studenti di una clase di seconda superiore disagiata e la loro insegnante, che riuscirà a coinvolgerli in un concorso sull’Olocausto.
Attraverso quest’esperienza i ragazzi impareranno a superare le barriere razziali presenti fra loro e a collaborare per un progetto dai temi profondi, che li porterà a maturare in senso umano e di conseguenza scolastico.
Personalmente questo film non mi è dispiaciuto.
Infatti pur non essendo particolarmente brillante, ha riportato, in maniera forse didascalica ma funzionale, la storia di questa classe.
Il lavoro assume uno stile quasi documentaristico e seppure in certi momenti un po’ lento, riesce a coinvolgere.
Gli attori sono tutti bravi, in particolare perfetta sotto tutti gli aspetti Ariane Ascaride nel ruolo della professoressa; dal mio punto di vista sarebbe stato più interessante approfondire le vicende personali dei protagonisti, che vengono appena sfiorate restando solo nell’ambito scolastico.
Il film rimane così un po’ teorico, fortunatamente senza scivolare nel retorico, grosso rischio per le opere che trattino della Shoah, ma comunque apprezzabile.
Culminante e commovente è il momento in cui l’ex-deportato Léon Ziguel parla agli attori della sua esperienza, rendendo appieno il messaggio che vuole trasmettere la pellicola in poche sequenze, cioè che le vecchie generazioni hanno il dovere morale di testimoniare e trasmettere le proprie esperienze alle nuove, rendendole, appunto, eredi della storia, di modo che essa non si ripeta.
Una volta nella vita si aggiudica perciò un 7, 5 essendo un buon film, in alcuni momenti commovente, coinvolgente e portatore di un messaggio universale, anche se non eccezionale.

-Cat

Voi cosa ne pensate? Lo avete visto? Lo vedrete? Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti o con l’hashtag #chiedimicosanepenso

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